Ferrovia Norcia - Residenza turistica a Spoleto

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GITA SUGLI ARCOBALENI DI PIETRA



Per lunghi, interminabili minuti restavo abbracciato alla sbarra del passaggio a livello sotto Villa Redenta, in attesa del transito di quello strano, magico trenino elettrico a scartamento ridotto che portava sempre meno persone da Spoleto a Norcia passando per i boschi incantati della Valnerina. O galleggiando nel vuoto di arditi  viadotti, con i vagoni sospesi tra terra e cielo. Mi ero da poco trasferito da Milano a Spoleto  al seguito della famiglia, giusto in tempo per assistere all'ultimo atto della Spoleto-Norcia, gioiello trasportistico firmato nel progetto definitivo dall'ingegnere svizzero Thomann. 51 chilometri, 24 tra ponti e viadotti, 19 gallerie di cui una lunga 2 km: la ferrovia fu inaugurata l'1 novembre del 1926 e fu proditoriamente uccisa per ragioni economiche e per l'impari lotta con il trasporto su gomma il 31 luglio 1968. Chi volesse particolari, curiosità, storia e fotografie può sfogliare il web e trovare di tutto e di più. Io mi permetto solo di raccontare da testimone le sensazioni che trasmetteva quel miracolo ferrato e i ricordi che mi ha regalato. Come i racconti degli operai-minatori che parteciparono allo sfondamento delle gallerie e che raccolsi  successivamente da giornalista quando ebbi più volte  l'occasione di scrivere dei progetti di recupero della tratta. O come i lunghi viaggi che riuscii a fare fino a Sant'Anatolia e , ancora, fino a Norcia prima della morte della ferrovia. Boschi, gallerie, strapiombi, tratti di percorso su arcobaleni di pietra, stazioni tra gli alberi che sembravano casette di marzapane. E lo sferragliare lento e faticoso  di quei vagoni legnosi trainati da locomotrici che poi, destino di giornalista, rivredrò pensionande in Liguria, sulla tratta Genova-Casella. Fu sbagliato e poco lungimirante sottostare al progesso asfaltato e alle ragioni dei bilanci? Dibattito inutile mano a mano che si affievoliscono le testimonianze. Una sola cosa è certa: fu il suicidio della bellezza, dell'impresa coraggiosa, dell'ingegno e del matrimonio possibile tra natura e intervento umano. Per questo voglio dare l'ennesimo, caldo benvenuto ai nuovi lavori di manutenzione che renderanno possibile percorrere gran parte della ex ferrovia Spoleto-Norcia, a piedi, in bici o a cavallo. Si può fare base ad Adagioumbro per organizzare un'escursione indimenticabile sul vecchio percorso ferroviario. E, comunque,  Spoleto è tappa obbligata se si vuole provare l'incanto di entrare nella terra dei Troll.

Fabio Albertelli
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